L'ora della nanna in vacanza: quanto può slittare

Illustrazione di un paesaggio

In vacanza le giornate si allungano e le sere diventano lunghe e piacevoli. Si mangia più tardi, si passeggia dopo cena, si prende un gelato, si incontrano gli amici. I bambini vorrebbero restare svegli fino all'ultimo, e spesso anche i grandi non hanno voglia di interrompere la serata. La domanda è quanto lasciar slittare l'ora della nanna, senza perdere il filo delle abitudini.

Non esiste una risposta unica. Ogni famiglia sa quanta flessibilità le fa bene e quanta invece la mette in difficoltà. Un buon punto di partenza è distinguere tra ciò che può cambiare e ciò che è meglio mantenere. L'orario può spostarsi, ma i gesti di fine giornata, come lavarsi i denti, mettere il pigiama e ascoltare una storia, possono restare quelli di sempre.

Poche cose fisse, tanta libertà

Scegli due o tre gesti che ti seguono ovunque: la storia, la canzone, il bacio della buonanotte. Sono piccoli, ma bastano a far sentire il bambino a casa anche in una stanza d'albergo o in una casa in affitto. Porta con te il peluche, il libro preferito e magari una piccola luce. In questo modo la serata ha sempre la stessa forma, anche se cambia il luogo.

Parla con i bambini prima della serata. Spiega che stasera si resta un po' di più perché c'è qualcosa di speciale, ma che poi si va a letto con i soliti gesti. Se sai che una cena sarà lunga, prepara il pigiama in anticipo e lascia che i bambini lo indossino già a tavola o in macchina. Così, al ritorno, tutto sarà più semplice, e la serata finirà con calma e senza fretta.

Il mattino dopo può essere più lento, e va benissimo. Una colazione tranquilla, un po' di gioco in camera, una passeggiata senza orologio. La vacanza serve anche a questo. Se una sera va storta, non preoccuparti: domani è un altro giorno. L'importante è che i bambini sentano che, anche quando le regole si allargano, le persone che li amano restano le stesse, con gli stessi gesti gentili.